Why bleeding is breathing?

2008.04.24

Ho cucinato dei spaghetti. Ne ho mangiati due forchettate e li ho buttati nel cestino. Il sole sta tramontando e ho ancora lo stomaco chiuso. Bevo un sorso d’acqua, preparo un’altra sigaretta e mi perdo nel fumo. Preferisco non vedere nulla. Preferisco non sapere nulla, nè ricordare. Di quella domanda spiazzante. Di quell’incontro incomprensibile. Di questo futuro incerto. Non riesco a capire dove ho sbagliato. Non riesco a capire dove io sia finito. In mezzo a questo fumo vago senza meta sperando prima o poi di toccare qualcosa. Vivo ogni giorno nell’attesa di un briciolo di felicità, nell’eterna illusione di dare un senso a tutto questo. Maledico la voglia di stringere forte una mano che possa condurmi fuori da questa cecità di intenti e situazioni. La voglio, la desidero con tutto me stesso, quella mano. Ma tutte le volte che la sento sfiorarmi allento la presa e mi lascio cadere in questo abisso. Da quaggiù mi vedo riflesso in superficie. Vedo i miei occhi e la loro innata tendenza a celare ogni minima debolezza. Vedo la mia tanto ostentata corazza e i segni delle spade che l’hanno trafitta. Mi compatisco e mi faccio schifo nel farlo.

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