The Crane Wife 3
2009.02.10
A passeggio, nel buio della notte, vidi una pioggia di stelle. Le vedevo scendere dal cielo col loro bagliore e fermarsi a terra, come lucciole che hanno dimenticato come volare. Le raccolsi furtivamente a due mani. Le nascosi nelle tasche dei pantaloni. Proseguì svelto per la strada, fino a quando mi chiusi il portone alle spalle. Mi appoggiai con la schiena respirando per l’affanno, mentre una luce bianca mi illuminava dal basso il giubbotto. Presi un paio di quei sassolini luminosi tra le mani. Erano caldi e umidi e profumavano di zolfo. Salii per le scale, euforico come un bambino con il suo premio di sogni. Entrai in casa al buio, tolsi il piumone dal letto e gettai la mia conquista sulle lenzuola di cotone nero. Nudo, mi tuffai tra le onde di quel mare notturno. Vi nuotai attraverso. La pelle sembrava trasfigurarsi. I capelli erano mille luci natalizie. La pelle trasudava come se stesse sfiorando un corpo caldo durante l’amplesso. Mi addormentai con quella sensazione di serenità, con quel respiro orgasmico a pieni polmoni che non aveva termine. L’ultimo respiro fece salire una stella dalle mie labbra fino al soffitto. Rimase immobile per un po’, brillò ancora più forte. Poi si spense lentamente mentre scendeva per entrarmi in bocca. La chiusi e ne assaporai il sapore con gli occhi socchiusi. Sapeva di assenza, di polvere, poi ancora di cielo, di pioggia e di erba. Sapeva di morte, ma soprattutto di vita, e la sentivo dentro.
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