Lo Specchio
2008.04.10
Basta una parola per distruggerti. Basta un saluto biascicato per ignorarti. Perché è tutto più facile se non affronti lo sguardo degli altri. È facile portare le mani alle orecchie. Ma poi, cosa farai quando non riuscirai nemmeno a sentire il rumore del mare da una conchiglia? Chiuderai tutte le porte, ne son certo, sprangherai le finestre, ma riusciranno a trovarti comunque. Questi silenzi diventeranno lame infilzate nello stomaco. Perché tutto l’amore, da solo, non basta. L’odio è più forte, ricopre tutto di una viscosa sostanza che riempie la bocca e ti soffoca lentamente. Ti senti letame. Non pensi minimamente che da quello sterco possa nascere qualcosa. E come biasimarti. Questo mondo fa schifo, l’idea che abbiamo di mondo è altrettanto riluttante. Pensiamo, inventiamo, ricerchiamo la perfezione in ogni cosa. Vorremmo essere come le statue, giganti montagne di marmo bianco, lucido e incorruttibile, levigato e impenetrabile. Eppure nemmeno una collina è così perfetta, né una spiga di grano, né una sola nuvola in cielo. Ti guardi allo specchio e non riesci a vedere altro che carne. Carne, nemmeno te stesso. Perché in realtà sei già morto, come tutto il mondo che ci circonda. L’apocalisse è già arrivata. La vera apocalisse siamo noi stessi. Mi metto sulle punte dei piedi e sbircio sopra la tua spalla. In quello specchio io riesco ancora a vederti.
No comment yet.