Le Variazioni Goldberg

2008.07.20

Grazie per avermi fatto sentire l’ennesimo sfigato. Il solito provinciale che non sa stare al mondo. La solita troia che creperà con la prostata gonfia. Ancora una volta mi son fatto piccolo, più piccolo della mia stessa insensata altezza. Erano anni che non provavo questa sensazione, di sentirmi osservato dal quinto girone dei dannati, mentre soffoco nella palude per provare a sentire ancora qualcosa. Ma l’unica cosa che rimane è un dubbio. Il dubbio di trovare una sensatezza in tutto questo. Poiché quello che si è costruito negli anni verrà inesorabilmente distrutto. Tutto quello in cui si sarà creduto verrà prima o poi confutato. E l’unica cosa che rimarrà sarà quel sapore di bile in bocca. Dopo aver vomitato anche l’anima, dopo aver perso il fiato per mere stronzate. Ti ritrovi ancora lì, come una caricatura ben disegnata ma che tutti dimenticheranno. E che presto cancellerai, in mezzo alle lenzuola fredde. Un giorno, lontano da tutti, anche da sé stessi. Un giorno che nessun’altro all’infuori di te conoscerà, né ricorderà. Così che non potranno nemmeno dimenticarlo.

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