Le Nuvole

2010.06.07

Vanno. Vengono. Per una vera, mille sono finte. E si mettono lì, tra noi e il cielo, per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Il treno correva tra i campi emiliani. Sembravano linee verdi che si rincorrevano l’un l’altra, dal primo all’ultimo vagone. Dietro il vetro, macchiato di pioggia, fissava lo spettacolo sopra la sua testa. Una grande nuvola temporalesca riempiva tutto; dietro ne spuntava un’altra, candida come la neve, che si stagliava su un cielo lontano di un azzurro intenso. Pensò: “Non ho mai la macchina fotografica con me, quando serve”. Ma poi, che ne avrebbe fatto di una foto di nuvole? Il mondo è pieno di nuvole, con le loro facce grigie a vomitar lacrime. Lei era salita su quel treno per fuggire in un cielo terso, come quella nuvola bianca in disparte dalle altre, con tutte le sue gocce d’acqua ben salde. Con quella forma irregolare diversa da tutte le altre. Solitaria, mentre attende di nascondersi nella notte. Il paesaggio iniziò a farsi sempre meno frenetico, fino a permettere di distinguere ogni cosa. Una lunga frenata e lo stridere delle rotaie. “Parma, stazione di Parma”.

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