Just a Slob

2008.05.02

Passavo per caso in uno dei tanti vicoli che si snodano dalla strada principale. La pioggia scendeva leggera. Per caso, ti incrociai. Allungasti il tuo bicchiere verso di me, pregandomi. Non ti avrei mai riconosciuto in quello stato, a mendicare d’amore. Vestito di stracci, trasandato, le mani annerite dallo sporco. Ma i tuoi occhi, dio, quelli li avrei riconosciuti tra mille. Per un attimo tutto apparve completamente diverso. La pietra del terreno divenne un prato verde in pieno sole, l’odore di urina in profumo di gelsomini. Sembrava il giorno in cui ti conobbi per la prima volta, che la mia delusione non ebbe mai il coraggio di cancellare dalla mia mente. Vidi i tuoi occhi chiedere il perché del mio improvviso sorriso. Avrei potuto continuar oltre, liquidarti con un gesto furtivo della mano, ignorarti e far finta di nulla. D’altronde siamo tutti esperti in materia di indifferenza. Ma i miei piedi sembravano incollati a terra. Ho cercato nelle tasche dei pantaloni, nel giubbotto, ma non avevo più amore nemmeno per me stesso. “Mi dispiace”, dissi storcendo le labbra. Di colpo tornò la pioggia e tutto si colorò nuovamente di realtà. Continuai per la mia strada, deluso dell’ennesimo incontro senza senso, affranto della solita omertà. Deluso soprattutto della mia inutilità di non poter nulla per te. E nemmeno per me.

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