It’s Five O’Clock

2008.12.08

Sembrava di entrare in un ricordo. Varcata la soglia, tutto profumava di un tempo passato. Le immagini incollate alle pareti. I respiri che si udivano nel silenzio. E il tepore dell’aria che lentamente scioglieva quel gelo dentro. Le lacrime straripavano dalle dighe dell’indifferenza. Nell’umida caverna del mio petto ogni fiamma era ormai spenta e non rimaneva altro che desolazione. L’umana condizione di perdersi in domande senza conclusioni. Gli dei se n’erano andati da tempo, portati via dal vento gelido dell’ennesimo dicembre. Nel tuo sguardo fisso su di me vidi l’innocenza della nostra infanzia. Vidi l’evidente somiglianza. E quel destino che ha preso strade indipendenti dalla nostra volontà. Quel destino che mi ha scavato dentro col passare del tempo, ha eroso ogni speranza, ha bruciato ogni sogno. Sono fuggito di nuovo, dalle uniche radici che mi fanno sentire vivo. Sono fuggito coi miei silenzi. Impalpabile come l’aria. Incolore come l’acqua. Invisibile come un fantasma.

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