Irriverente

2008.03.20

Chiamami puttana. Chiamami come vuoi. Se preferisci, non parlare e sbottonati i pantaloni. Si, puoi fottermi quante volte vuoi. Guardami pure negli occhi mentre vengo. Tanto non ti lascerò entrare dentro la mia anima. Si, non ho ritegno, e non ne avrò per te. Lascerò che il mio fiume di doppi sensi affoghi la tua ostentata purezza. Voglio vederti arrossire fino a diventare viola dall’imbarazzo. Non avrò alcun rispetto. Le mie luride frasi ti si appiccicheranno addosso, bruceranno come cenere di sigaretta. Ora ho in pugno la tua debolezza. Mi basterà uno sguardo irriverente per farti venire nelle mutande.

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