Head Unbound

2008.03.11

L’auto mi lasciò di fronte al giardino. Camminai verso il portone, barcollando, ma fui preso all’improvviso da un tremendo crampo allo stomaco. Mi piegai sulle ginocchia dal dolore. Nei conati qualcosa mi stava strangolando. Vomitai il mio cuore, lì, sull’erba. E mentre cercavo di riprendere fiato, non potevo staccargli gli occhi di dosso. Pulsava ancora, in preda agli ultimi spasimi di vita. Non avevo più nulla dentro, a parte una sensazione di vuoto che pervadeva il mio corpo. Sputai il sapore di sangue rimasto in bocca. Avevo sete. Le mie labbra erano così secche che non riuscivo a chiuderle. Toccai l’erba, raccolsi la rugiada e portai le mani al viso. Le leccai e sapevano di asfalto. Raggiunsi a stenti la porta. Da dietro le persiane filtrava ancora una fioca luce. Suonai il campanello e stetti ad aspettare raggomitolato a terra.

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