Grazie

2008.03.12

Per tutto il giorno ho provato a lenire la sensazione di disagio col silenzio. Forzato, innaturale, necessario. Nemmeno la musica riusciva a riempire quel vuoto di una notte passata insonne. Pensi che vorresti iniziar a vivere solo di te stesso. Ma poi incontri persone così speciali da non poter far altro che sciogliere le catene e lasciarle entrare nella tua vita. Perché quegli attimi passano e non potrai più riaverli. Quelle parole che si disperdono tra il vino e le risate. Gli occhi lucidi. Quei momenti in cui capisci veramente che non vorresti rimanere solo, e non lo sarai mai. Di ritorno verso casa ho riempito il vuoto con un grazie. Per questo aperitivo improvvisato. Per esser stata l’eccezione in questa giornata senza salvezza. Per questo sorriso, soprattutto.

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