Fragile

2008.07.01

Pensavo che ti avrei rivista nell’aria calda di agosto. Sotto il palco applaudere con te, per te, ancora una volta. Per quello che hai saputo darmi in così poco tempo. Mi hai insegnato a trovare un sorriso. Mi hai insegnato cosa significhi realmente essere fragili. Ci sentiamo come un bicchiere di cristallo, perennemente in bilico sull’orlo del tavolo. Invece siamo solo dei meri ipocriti, nella nostra gabbia gonfia di piume. Ma chi è già a terra, chi è frantumato in mille pezzi, riesce ancora a riflettere l’azzurro del cielo che entra dalle persiane. Lo riflette verso di noi, e ride, mentre le ultime gocce d’acqua gli fanno il solletico. Col mio bicchiere di vino stretto tra le mani, mi sono avvicinato alla finestra. Quella sera, lassù, in mezzo alle stelle che conosco, ve n’era una nuova che brillava in modo particolare. E ancora una volta ha saputo farmi sorridere.

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