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	<title>Pietro Gregorini &#187; Ink Pearls</title>
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	<description>Art Director / Visual Artist / Man</description>
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		<title>Le Nuvole</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 10:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ink Pearls]]></category>

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		<description><![CDATA[Vanno. Vengono. Per una vera, mille sono finte. E si mettono lì, tra noi e il cielo, per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. Il treno correva tra i campi emiliani. Sembravano linee verdi che si rincorrevano l&#8217;un l&#8217;altra, dal primo all&#8217;ultimo vagone. Dietro il vetro, macchiato di pioggia, fissava lo spettacolo sopra la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vanno. Vengono. Per una vera, mille sono finte. E si mettono lì, tra noi e il cielo, per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.</em></p>
<p>Il treno correva tra i campi emiliani. Sembravano linee verdi che si rincorrevano l&#8217;un l&#8217;altra, dal primo all&#8217;ultimo vagone. Dietro il vetro, macchiato di pioggia, fissava lo spettacolo sopra la sua testa. Una grande nuvola temporalesca riempiva tutto; dietro ne spuntava un&#8217;altra, candida come la neve, che si stagliava su un cielo lontano di un azzurro intenso. Pensò: &#8220;Non ho mai la macchina fotografica con me, quando serve&#8221;. Ma poi, che ne avrebbe fatto di una foto di nuvole? Il mondo è pieno di nuvole, con le loro facce grigie a vomitar lacrime. Lei era salita su quel treno per fuggire in un cielo terso, come quella nuvola bianca in disparte dalle altre, con tutte le sue gocce d&#8217;acqua ben salde. Con quella forma irregolare diversa da tutte le altre. Solitaria, mentre attende di nascondersi nella notte. Il paesaggio iniziò a farsi sempre meno frenetico, fino a permettere di distinguere ogni cosa. Una lunga frenata e lo stridere delle rotaie. &#8220;Parma, stazione di Parma&#8221;.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Pearl+Jam/Backspacer/Just+Breathe">Pearl Jam, Backspacer, Just Breathe</a></div>
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		<title>Interlude</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 21:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera ho preparato la moka per te, con il miglior caffè che tu possa mai trovare. Credo che, se esistesse, nemmeno in paradiso tu possa trovarne uno così buono. L&#8217;ho comprato in una caffetteria qui dietro l&#8217;angolo. È una miscela di diversi tipi di macinati, mi han detto provenga dal Brasile. Avremmo potuto andarci un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera ho preparato la moka per te, con il miglior caffè che tu possa mai trovare. Credo che, se esistesse, nemmeno in paradiso tu possa trovarne uno così buono. L&#8217;ho comprato in una caffetteria qui dietro l&#8217;angolo. È una miscela di diversi tipi di macinati, mi han detto provenga dal Brasile. Avremmo potuto andarci un giorno, insieme. Io a girare tra le favelas e tu a guardare le belle donne. <span id="more-607"></span> Al carnevale di Rio, vestiti da corsaro e arlecchino, come in quella vecchia foto. Te la ricordi? Dio, quanto odiavo il carnevale! Quel modo di conciarsi come dei cretini per due misere caramelle.. o due uova.. che cazzo ci avrebbe mai fatto un bambino con delle uova se non spaccarle in faccia alla vecchia rincoglionita sul portone?! Si si, ridi ridi. L&#8217;altro giorno ti ho pensato. C&#8217;era un ragazzo sul tram che ti assomigliava tantissimo. Appena l&#8217;ho visto mi si è fermato il respiro. Era da un po&#8217; che non succedeva, ci son rimasto di merda. Lo sai, in qualche modo ho sempre aspettato che tu tornassi a casa.. ti vedevo in ogni cosa.. nei volti degli sconosciuti. Poi ho imparato a dimenticarmene. Sai, la gente pensa che non si riesca a dimenticare. Non è vero, è un&#8217;emerita stronzata. Si dimentica, eccome. Sapessi quanti ricordi ho perso in questi anni, e quanti ancora ne perderò per strada. Sai, penso sia per questo motivo che ho iniziato a fotografare. Si, per ricordarmi ogni momento, bello o brutto, che valeva la pena ricordare. Non voglio morire senza un passato. Non voglio essere solo un nome stampato su una lastra di marmo. Almeno così la vita acquista un senso, non credi? Dai, non buttarla in vacca, stronzo! Sei sempre il solito. Vabbè, dopo questa, me ne vado a letto. Tu rimani pure quanto vuoi. La moka è già lì sul fornello, basta che accendi il gas. Usa pure la mia tazza di New York. Buonanotte.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/+noredirect/The+Dead+Weather/_/Will+There+Be+Enough+Water">The Dead Weather, Horehound, Will There Be Enough Water</a></div>
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		<title>Grunewald</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ink Pearls]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sognato l&#8217;arrivo della primavera. In un giardino soleggiato che non aveva fine, ogni cosa sembrava appropriata. Il vento fresco che accarezzava i capelli, l&#8217;erba che solleticava i piedi nudi. Un turbine di luci scendeva dalle foglie degli alberi all&#8217;acqua del lago, e così di nuovo in una danza di riflessi. Ho paura di svegliarmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sognato l&#8217;arrivo della primavera.</p>
<p>In un giardino soleggiato che non aveva fine, ogni cosa sembrava appropriata. Il vento fresco che accarezzava i capelli, l&#8217;erba che solleticava i piedi nudi. Un turbine di luci scendeva dalle foglie degli alberi all&#8217;acqua del lago, e così di nuovo in una danza di riflessi.<br />
<span id="more-552"></span><br />
Ho paura di svegliarmi – dissi – perché tutto questo mi mancherà. So cos&#8217;è l&#8217;assenza, anche quando è inevitabile, ma non significa che io l&#8217;abbia mai accettata. La temo, la rifuggo, eppure non riesco a vincerla. È meglio che vada. In fondo, domani, cosa rimarrà di tutto questo?</p>
<p>Una voce mi rispose – Fintanto che sei qui, non c&#8217;è nulla di cui aver paura. Domani, poi, potrai continuare a fingere quanto vuoi. Ma non ripudiare questo momento ora, solo perché è perfetto.</p>
<p>Allora – dissi – scapperò da questo sogno. Farò finta di nulla, come se non fosse mai esistito. Mi sveglierò, metterò l&#8217;acqua sul fuoco e lo lascerò svanire, come profumo di bergamotto che sale con il vapore del tè.</p>
<p>Delle braccia presero a stringermi più forte. Un sussurro si unii al coro degli uccelli e planò accanto al mio orecchio – È inutile che fuggi, tanto torneremo a riprenderti.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Eluvium/Copia/Prelude+For+Time+Feelers">Eluvium, Copia, Prelude For Time Feelers</a></div>
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		<title>L&#8217;Attesa</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quel pomeriggio, mentre la pioggia cadeva senza sosta, sedeva assorto alla poltrona di fronte al balcone. Lei entrò nella stanza senza far rumore. Appoggiò la tazza fumante di tè sulla coda del pianoforte, sedette e iniziò a suonare, mentre lui continuava a fissare il paesaggio, incurante della sua presenza. – Amico, cos&#8217;avete? Senza spostare lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel pomeriggio, mentre la pioggia cadeva senza sosta, sedeva assorto alla poltrona di fronte al balcone. Lei entrò nella stanza senza far rumore. Appoggiò la tazza fumante di tè sulla coda del pianoforte, sedette e iniziò a suonare, mentre lui continuava a fissare il paesaggio, incurante della sua presenza.<br />
– Amico, cos&#8217;avete?<br />
Senza spostare lo sguardo, rispose – Perché mi chiedete questo?<br />
– Oh, conoscete bene la mia sensibilità&#8230; Siete plumbeo come il cielo. Non è forse così?<br />
Girò appena il viso verso di lei, poi tornò a guardare il temporale, che si abbatteva gagliardo su quello squarcio di mondo incorniciato dalla finestra.<br />
– Mia cara, cosa mai posso nascondervi se riuscite a cogliere il più lieve peso dal mio respiro?<br />
Le uscì un sorriso, di chi ha indovinato, mentre i tasti suonavano un sol bemolle – Cosa vi affligge, dunque? Parlate&#8230;<br />
Senza un apparente motivo, attese la fine della terza battuta, poi disse laconico – Se esistesse risposta non rimarrei qui, immobile a fissare il vuoto.<br />
Lei smise di suonare. Prese la tazza e sedette accanto a lui. Nel silenzio, bevve un lungo sorso, poi disse – Suvvia, non dite sciocchezze! Ogni tormento ha il suo cappio ben visibile nell&#8217;intreccio. Serve solo&#8230; un po&#8217; di solerte attenzione&#8230; per individuarlo e scioglierlo&#8230; A meno che questa mestizia non sia premeditata, in tal caso non posso che biasimarvi.<br />
Lui si voltò e prese a guardala con aria di ammonizione – Ma quale tormento?! Non c&#8217;è alcun tormento! Così mi offendete! Il mio animo, al contrario, è ben radicato – disse, indicando con un movimento del mento – Come quel salice.<br />
– Scusatemi&#8230; Scusatemi&#8230; Non volevo urtavi in alcun modo, ma&#8230; Conosco bene l&#8217;ilarità del vostro essere, e ora il vostro sguardo è turbato&#8230; Non potete nasconderlo.<br />
Prese a scuotere la testa lentamente – Amica mia, fuori si scatena la tempesta e il giardino è spoglio come il mio cuore. Non è ancora tempo per i germogli, l&#8217;inverno è seduto imperterrito al suo trono. Ma io sento la speranza, nonostante tutto. Sono come quell&#8217;albero in mezzo ai fulmini, fermo e saldo nella ricerca di sopravvivere.<br />
– Ordunque state cercando qualcosa&#8230; Cosa cercate, amico mio?<br />
Abbassò lo sguardo al bicchiere di cognac tra le mani, prese a ruotarlo tra le dita e sospirò – Niente. Non cerco niente. Mi basta l&#8217;aria.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/+noredirect/Emiliana+Torrini/Fisherman%27s+Woman/Fisherman%27s+Woman">Emiliana Torrini, Fisherman&#8217;s Woman, Fisherman&#8217;s Woman</a></div>
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		<title>In That Hidden Place</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 22:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A cosa servono le parole quando diventano inutili orpelli? A cosa servono quando non esistono termini, significanti che saprebbero descrivere quello che provi? Quando il corpo sussulta per un fragile dono di bellezza che scorre nelle vene. Quando il cuore nasconde l&#8217;intimità di un mistero che cresce e sboccia come un&#8217;orchidea di palude. Nei silenzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cosa servono le parole quando diventano inutili orpelli? A cosa servono quando non esistono termini, significanti che saprebbero descrivere quello che provi? Quando il corpo sussulta per un fragile dono di bellezza che scorre nelle vene. Quando il cuore nasconde l&#8217;intimità di un mistero che cresce e sboccia come un&#8217;orchidea di palude. Nei silenzi c&#8217;è un mondo che nessuno potrebbe immaginare, grovigli di sensazioni che nessuno comprenderebbe. E nessuno possiede la chiave per entrarvi. Un rifugio privato fatto di pace, una cattedrale senza materia. Direbbero che non esiste, ma non ha alcuna importanza. La vesti come un&#8217;illusione, le doni l&#8217;effigie di un sogno, la porti come un cammeo invisibile legato al collo e appoggiato sul cuore, al riparo da occhi indiscreti. Perché lei sola sa che non sei un pezzo di ghiaccio, non sei roccia. Sei terminazioni nervose e muscoli, carne viva e pelle. Sei sangue e plasma, globuli invisibili fatti di emozioni. Scariche elettriche in timidi gesti, appena accennati, impulsivi ma comunque prudenti. Sei un fiume in piena che travolge tutto e non fa rumore. Sei vivo e sei segreto.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Björk/Vespertine/Hidden+Place">Björk, Vespertine, Hidden Place</a></div>
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		<title>Il Revisionismo Dell&#8217;Anima</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Povera, stupida, anima in pena. Più ti guardo e più ti biasimo. Provo compassione per te, quasi vergogna. Riesci a trovare del marcio in tutto, anche nella felicità. Cancelli ricordi ad ogni respiro, fai tabula rasa della tua memoria. Sei negazionista, sei un quaderno bianco sul quale non verrà mai scritto nulla. Riempi la tua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Povera, stupida, anima in pena. Più ti guardo e più ti biasimo. Provo compassione per te, quasi vergogna. Riesci a trovare del marcio in tutto, anche nella felicità. Cancelli ricordi ad ogni respiro, fai tabula rasa della tua memoria. Sei negazionista, sei un quaderno bianco sul quale non verrà mai scritto nulla. Riempi la tua insulsa vita di pensieri, illogiche supposizioni, ma la realtà non ha nulla a che fare coi sogni, e questo lo sai bene. Perché non riesci a fidarti più di nessuno, perché esisti solamente tu e i tuoi problemi, e non sai nemmeno da che parte iniziare per risolverli. Vuoi che te lo dica? Ebbene, non esiste soluzione, né avrai mai l&#8217;illusione un giorno di possederla. Perché tu rifuggi ogni possibilità, ogni mano gentile che tende verso di te. Sei un corpo bulimico che mangia e vomita affetti. Non credi ai gesti, non credi alle parole, né ai crampi allo stomaco. Non credi nemmeno a quello che dici. Folle, ingenua, anima in pena. Raccogli tutte le emozioni e chiudile in una scatola di latta, così non ti turberanno mai più. Incatenati il cuore, metti un lucchetto e getta via la chiave. Legati una pietra al collo e gettati in mare aperto. Se tutto quello che vuoi è morire, allora muori.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Imogen+Heap/Speak+for+Yourself/Headlock">Imogen Heap, Speak For Yourself, Headlock</a></div>
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		<title>Come, Sit By My Fire</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 21:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla grande distesa di roccia, in lontananza, potevamo scorgere ancora la nuvola di fumo, che saliva come incenso dal monte. Lo sciamano mi indicò un punto e io lo seguì, senza proferir parola. Vi giungemmo all&#8217;imbrunire. Accendemmo un falò, mentre un concerto di insetti ci intratteneva nell&#8217;attesa. Il cielo si coprì lentamente di lava, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla grande distesa di roccia, in lontananza, potevamo scorgere ancora la nuvola di fumo, che saliva come incenso dal monte. Lo sciamano mi indicò un punto e io lo seguì, senza proferir parola. Vi giungemmo all&#8217;imbrunire. Accendemmo un falò, mentre un concerto di insetti ci intratteneva nell&#8217;attesa.</p>
<p>Il cielo si coprì lentamente di lava, fino a bruciare e completamente scurire. Il maestro abbassò lo sguardo sul focolare; capii che era giunto il momento. Mi porse un&#8217;ampolla. Un liquido denso e amaro scivolò a fatica nello stomaco. Mi sdraiai ai suoi piedi, lui appoggiò le mani sulle mie tempie. In quel momento, il tempo sembrava essersi fermato.</p>
<p>Dal rosso del fuoco, gli occhi scivolarono in alto, verso la volta celeste tersa di stelle, fino a perdersi nel nero più profondo. Sentii come staccarmi dal mio corpo, che iniziò a muoversi convulsamente. Un boato mi compresse i timpani, mentre lampi di luce si gettavano dal cielo fino a schiantarsi su di me. Rapide intermittenze di colori, sempre più veloci e frenetiche, poi di nuovo il buio. Quando il respiro tornò nuovamente calmo, capii di essere un corpo in comunione con sé stesso. Ogni battito rallentato udibile come un sussurro. Poi, un canto triste scese sulla terra come lacrime di fuoco.</p>
<p><em>Ho &#8216;olohe ke pepeiao. Nana I ka maka, hana ka lima. Kuhi no ka lima, hele no ka maka. Ma ka hana ka &#8216;ike; o ka makapo wale no ka mea hapapa i ka pouli. E &#8216;opu ali&#8217;i, kulia i ka nu&#8217;u. Aloha mai no, aloha aku. &#8216;A&#8217;ohe hana i nele i ka uku.</em></p>
<p><em>Ascolta attentamente. Osserva con gli occhi, agisci con le mani. Dove si muovono le mani, lascia che gli occhi seguano. La conoscenza si acquisisce con l&#8217;agire; solo i ciechi brancolano nel buio. Abbi il cuore dei saggi, combatti per il sublime. Quando doni amore, questo ritorna. Ogni azione, buona o cattiva che sia, riceve la sua equa ricompensa.</em></p>
<p>Ecco dove ti nascondevi, sorella mia. Ho viaggiato a lungo alla tua ricerca. Dio, i nostri occhi son così simili, mia cara Pele. Quegli occhi color petrolio che ben sanno. Sanno cos&#8217;è la morte. Sanno cos&#8217;è la passione. Sanno che il fuoco racchiude ogni mistero. Pele, sento il tuo lamento nell&#8217;aria e il mio cuore è meno solo. La paura non esiste più. In questo universo, dentro le nostre vene, esiste veramente la pace.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Auf+der+Maur/_/Out+Of+Our+Minds">Melissa Auf Der Maur, OOOM, Out Of Our Minds</a></div>
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		<title>Der Sternenhimmel Für Uns Lacht</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle tue parole ho trovato la chiave per entrare. Tra le sinapsi, il codice di accesso ai tuoi pensieri. Mi sono assottigliato, fino a intrecciarmi all&#8217;ordito dei silenzi. Senza pretesa alcuna, libero da ogni maschera, a piccoli passi, sempre più vicino per ascoltare. Nell&#8217;affanno del tuo respiro ho sentito il peso dell&#8217;esistenza; quella materia oscura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle tue parole ho trovato la chiave per entrare. Tra le sinapsi, il codice di accesso ai tuoi pensieri. Mi sono assottigliato, fino a intrecciarmi all&#8217;ordito dei silenzi. Senza pretesa alcuna, libero da ogni maschera, a piccoli passi, sempre più vicino per ascoltare. Nell&#8217;affanno del tuo respiro ho sentito il peso dell&#8217;esistenza; quella materia oscura e vischiosa che penetra sotto pelle, tra le ossa, si incolla nell&#8217;anima. Se solo potessi, farei di tutto affinché la malinconia non ti colga. Leccherei quelle lacrime che scivolano dentro, dalla retina al cuore. Allungherei le braccia per miglia pur di stringerti forte al mio petto. Inventerei un metodo, l&#8217;ennesimo, per farti sorridere. Se potessi, ti preserverei dal decadimento della carne, conserverei ogni capello che cadrà dalle tue tempie. Ti legherei un fiocco rosso al polso così che, il giorno in cui sarai nell&#8217;oblio, io possa riconoscerti. E quel giorno verrò a riprenderti per condurti a casa. Perché non c&#8217;è nulla di cui aver paura. Perché non v&#8217;è altro che serenità e consiglio nella notte. Perché dopo questo inverno, vedrai, tornerà di nuovo il sole.</p>
<p><em>Bist du bei mir, geh&#8217; ich mit Freuden, zum Sterben und zu meiner Ruh&#8217;. Ach, wie vergnügt wär&#8217; so mein Ende, es drückten deine lieber Hände mir die getreuen Augen zu.</em></p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Deichkind/_/Luftbahn">Deichkind, Arbeit Nervt, Luftbahn</a></div>
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		<title>Presso i Fiumi di Babilonia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 21:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ink Pearls]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho metastasi nel cervello, macchie di pensieri che partoriscono mostri. Il mio abominio ha due teste e quattro braccia, due cuori che pulsano in simbiosi. Il sapore della sua conquista è come mosto, scende dalle tempie nella coppa dell&#8217;ira di Dio. Il corpo lo desidera con ardore, la bocca invoca il suo nome. Mi abbandono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho metastasi nel cervello, macchie di pensieri che partoriscono mostri. Il mio abominio ha due teste e quattro braccia, due cuori che pulsano in simbiosi. Il sapore della sua conquista è come mosto, scende dalle tempie nella coppa dell&#8217;ira di Dio. Il corpo lo desidera con ardore, la bocca invoca il suo nome. Mi abbandono alle sue mani che si avvinghiano, mi stringono, mi stritolano dolcemente. Lingue di fuoco lasciano segni sulla pelle.</p>
<p><em>Per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e zolfo. È questa la seconda morte.</em></p>
<p>Esclusività non significa bellezza. È contro l&#8217;ordine delle cose, la natura, la morale. È estasi e martirio al tempo stesso, ascesa e decomposizione. Ma se questa vita trascorre già come morte, quanto grande dev&#8217;essere il peccato per sentirsi vivi?</p>
<p><em>Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte. Quanti adorano la bestia e ricevono il marchio del suo nome.</em></p>
<p>Dimmi, dov&#8217;è tutto il buono che vedi? Qui non c&#8217;è che corruzione e affanno, pena e agonia. L&#8217;apparenza di questo amore nasconde corpi divorati da vermi, mucchi di ossa che si dissolvono in cenere. E il ricordo dei loro nomi sanguina come ferita da rasoio e svanisce nel nulla.</p>
<p><em>Sono l&#8217;obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, l&#8217;orrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge. Sono caduto in oblio come un morto, sono divenuto un rifiuto.</em></p>
<p>Strappami gli occhi, così che io non possa vederti. Infilami del tritolo nelle orbite e liberami dal desiderio della tua carne. Voglio cancellare le prove della mia esistenza. Voglio deturpare ogni cellula del mio corpo, così che tu non possa amarmi.</p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Suzanne+Vega/Beauty%2B%2526%2BCrime/Bound">Suzanne Vega, Beauty &#038; Crime, Bound</a></div>
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		<title>A Thousand Oceans</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Gregorini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le otto di mattina. Una luce bianca s&#8217;insinua oltre le persiane formando geometrie sulle pareti. C&#8217;è qualcosa in quella luce che mi chiama. Raccolgo i pantaloni in fondo al letto, il maglione di lana. Pochi minuti e sono già fuori. Prendo la strada che porta al vecchio convento, camminando fin dove l&#8217;asfalto diventa un oceano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le otto di mattina. Una luce bianca s&#8217;insinua oltre le persiane formando geometrie sulle pareti. C&#8217;è qualcosa in quella luce che mi chiama. Raccolgo i pantaloni in fondo al letto, il maglione di lana. Pochi minuti e sono già fuori. Prendo la strada che porta al vecchio convento, camminando fin dove l&#8217;asfalto diventa un oceano di ciottoli d&#8217;avorio, e ancora oltre, sulla terra bagnata dei campi d&#8217;inverno. Come un fantasma, in mezzo alla nebbia, così spessa da sentirne il peso addosso.</p>
<p><em>So bene quali siano le regole, ma sai che correrò sempre controcorrente. Sai che ti inseguirò, oltre queste colline, attraverso le galassie, ti cercherò finché avrò respiro.</em></p>
<p>Le una del pomeriggio. Una campana risuona dentro di me, e a ogni rintocco sussulto. La voce di mia madre mi chiama dalla cucina: è ora di pranzo. Ho gli occhi fissi allo specchio, immobili su se stessi. Se solo potessero vedere oltre quel nero, se solo potessero vederti ora. Asciugo le ultime lacrime cristallizzate negli occhi, quelle lacrime che scendono dentro e che non hanno materia. Quelle lacrime che non ho più.</p>
<p><em>Ho pianto mille oceani. E so che ne piangerei altri mille, se è questo tuttociò che serve per farti tornare a casa.</em></p>
<div class="soundtrack"><a href="http://www.lastfm.it/music/Tori+Amos/To+Venus+and+Back/1000+Oceans">Tori Amos, To Venus And Back, 1000 Oceans</a></div>
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