Divenire

2008.08.27

Non era riuscito a prenderla con forza, ma l’aveva stuprata dentro. Dentro la mente, nella carne, fino al midollo delle ossa. Sola, con una fotografia slavata dal pianto tra le mani. Sola, senza una minima risposta alle sue domande. Lei sapeva di oceano, e lui non sapeva nuotare. Prese il suo rifluire tra gli scogli, la marea che si innalza e si abbassa sulla spiaggia, e se li portò via. Non le lasciò nemmeno l’odore di salsedine sulla pelle. Adesso che il vuoto riempiva tutto, ogni significato lentamente scivolava via dalle cose. Dalle lenzuola ancora madide di sudore e secrezioni. Dalle pareti viola che profumavano di vernice. Dal futuro che si tingeva di pece nera e toglieva il respiro. Il passato, al contrario, era uno spettro che non voleva vedere. Era bambina e divenne donna. Era cacciatrice e divenne preda. Era il sole e divenne tenebra. Ma di tanto divenire, ormai, non era più nulla.

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