Dietro Le Mie Spalle
2009.07.10
Una donna risale la campagna. Il volto bruciato dal sole, gli anni persi sulla stessa terra. Avanti e indietro aspettando il raccolto. Per un pezzo di pane, un bicchiere di vino. Abbandonato alla finestra, sento l’odore del grano portato dal vento. Un bambino corre col suo cane fino a dove si perde l’orizzonte. L’innocenza sulla sua pelle, il sorriso sulle sue labbra. Gli occhi pieni di sogni che si liberano e prendono il volo oltre le nuvole. In quello sguardo riconosco me stesso.
Madre, toccami il petto. Senti se esiste ancora qualcosa dentro di me. Abbracciami e dimmi che c’è ancora futuro. Perché la notte scende presto dentro il mio cuore. Qua è tutto buio. Il vento ha portato via da tempo le lucciole. Ma io sento ancora quell’odore. Io ricordo. Lo sogno ancora. Fingo indifferenza ma brucio di speranza. Perché non voglio risposte che non avrò mai. Vorrei vivere anch’io solo per un pezzo di pane, un bicchiere di vino. Per abbandonarmi nella danza delle anime piuttosto che in questa realtà puramente impalpabile.
C’è ancora tempo per lasciarsi andare. Per fuggire oltre la banalità. Per danzare sopra questo groviglio di pensieri. Per sbagliare senza pentirsi. Per vivere senza il rimorso di non averci provato. Perché non voglio dimenticare. Non voglio perdere l’occasione di amare. Perché io vivo. Perché io so ancora sognare.
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