Der Sternenhimmel Für Uns Lacht
2010.02.09
Nelle tue parole ho trovato la chiave per entrare. Tra le sinapsi, il codice di accesso ai tuoi pensieri. Mi sono assottigliato, fino a intrecciarmi all’ordito dei silenzi. Senza pretesa alcuna, libero da ogni maschera, a piccoli passi, sempre più vicino per ascoltare. Nell’affanno del tuo respiro ho sentito il peso dell’esistenza; quella materia oscura e vischiosa che penetra sotto pelle, tra le ossa, si incolla nell’anima. Se solo potessi, farei di tutto affinché la malinconia non ti colga. Leccherei quelle lacrime che scivolano dentro, dalla retina al cuore. Allungherei le braccia per miglia pur di stringerti forte al mio petto. Inventerei un metodo, l’ennesimo, per farti sorridere. Se potessi, ti preserverei dal decadimento della carne, conserverei ogni capello che cadrà dalle tue tempie. Ti legherei un fiocco rosso al polso così che, il giorno in cui sarai nell’oblio, io possa riconoscerti. E quel giorno verrò a riprenderti per condurti a casa. Perché non c’è nulla di cui aver paura. Perché non v’è altro che serenità e consiglio nella notte. Perché dopo questo inverno, vedrai, tornerà di nuovo il sole.
Bist du bei mir, geh’ ich mit Freuden, zum Sterben und zu meiner Ruh’. Ach, wie vergnügt wär’ so mein Ende, es drückten deine lieber Hände mir die getreuen Augen zu.
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